Attività (8)

CHE COS'È IL VOLONTARIATO NELL’OPERA MATER DEI?

“L’amore di Dio non verrà mai meno nella nostra vita e nella storia del mondo. E’ un amore che rimane sempre giovane, attivo, dinamico e attrae a sé in maniera incomparabile. Tra le realtà più preziose della Chiesa ci siete proprio voi che ogni giorno, spesso nel silenzio e nel nascondimento, date forma e visibilità alla misericordia. Voi siete artigiani di misericordia: con le vostre mani, con i vostri occhi, con il vostro ascolto, con la vostra vicinanza, con le vostre carezze… artigiani! Voi esprimete il desiderio tra i più belli nel cuore dell’uomo, quello di far sentire amata una persona che soffre. Nelle diverse condizioni del bisogno e delle necessità di tante persone, la vostra presenza è la mano tesa di Cristo che raggiunge tutti. Voi siete la mano tesa di Cristo”

(Giubileo straordinario della misericordia discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti al giubileo degli operatori di misericordia piazza san Pietro sabato, 3 settembre 2016)


Il volontario non è colui che dedica agli altri il proprio “tempo libero” ma che per gli altri “libera” il suo tempo
.

La motivazione fondamentale di un volontario cristiano è Dio come causa esemplare: “Siate misericordiosi come misericordioso è il vostro Padre celeste” (Luca 6, 36). Perché nella Chiesa siamo un solo corpo con Gesù Cristo (1Cor.12: il corpo e le membra; Gv.1515,1-11: la vite e i tralci). Non è più quindi questione di filantropia e di umanitarismo a muovere la coscienza, ma una risposta alla parola che ci appella: “Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”.(Matteo 25, 31-40)


Criteri per un volontario nell’Opera Mater Dei

Alla luce della Parola: si sono dati loro stessi al Signore” (2 Co 8:5).

Il nostro motto: “Farò le più piccole cose con grande amore”

- la novità e la gioia del messaggio nell’Opera Mater Dei sono racchiuse nelle azioni mosse dall’Amore e se c’è l’amore si dimostra con le opere, caratterizzate da: amabilità, dolcezza, carità e serenità.

- la disponibilità al servizio: La prima cosa necessaria è la carità, ma la carità senza il rinnegamento di noi stessi, che cos'è? Si richiede questo rinnegamento, perché se noi manteniamo la nostra volontà, il nostro modo di fare, non facciamo il volere di Dio.

- la ricerca e la cura dell’altro che è in difficoltà: lui è parte della mia vita, e ci deve essere nell'anima tanta umiltà, tanta docilità e tanta carità. Chi è umile è obbediente, è docile, è caritatevole.

- Riconoscere che l’altro è Gesù stesso. Incontrando e soccorrendo chi è in situazioni di disagio, incontriamo Gesù Cristo e Lui in persona aiutiamo.

- Nel Battesimo formiamo un unico corpo con Gesù di cui Lui è la testa e noi le membra e (il Cristo totale), ci fa diventare costruttori della salvezza per noi e per gli altri;

- Lavoro e vita spirituale sono inscindibili, perciò mettiamo in tutto tanta carità (tanto cuore), riuscendo a vedere l'unione delle azioni, delle opere, del lavoro nostro al Sacrificio di Gesù, saremmo dei poveretti se non sapessimo apprezzare il Santo Sacrificio: la Santa Messa, dove Cristo stesso si immola per tutti; così il volontario dopo la Messa con Cristo e in Cristo dona se stesso ai fratelli.


Per chi è interessato può scrivere a:

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Unità Educativa Mater Dei

Attività 

MISSIONE

Siamo una Comunità educativa a favore dei bambini e dei giovani della zona periferica della città di Loja - Ecuador. che mediante il nostro servizio educativo aneliamo la formazione di un essere umano che sviluppa la sua intelligenza a livello emozionale, spirituale e cognitivo, fondata sui quei valori e virtù che gli permettono di vivere in armonia con se stesso, con Dio, con gli altri e con la natura, sulla base della  criticità e creatività che trasformano la realtà .

Coltiviamo un ambiente famigliare con semplicità, umiltà e amore al sacrificio, avendo come modello la Madre di Dio (Mater Dei) e l'esempio dei nostri Fondatori: Padre Domenico Dottarelli e María Bordoni.

VISIONE

Ci proponiamo di essere una Scuola di qualità e di eccellenza, di alto livello umano-cristiano che possa offrire una educazione innovativa e al ritmo della grandi trasformazioni sociali, scientifiche e tecnologiche per contribuire alla crescita integrale dell’essere umano nelle sue dimensioni conoscitive, emozionali, sociali
e trascendenti, sulla base di un progetto etico, secondo il carisma dei nostri Fondatori.  

pdf icon greenProgetto Costruzione scuola


 

 

STORIA  E ATTUALITA' DELLA CASA FAMIGLIA “CUORE DI MARIA”

        La Diocesi di Albano tra il 1990 e il 1996 è stato celebrato l'ultimo sinodo diocesano, durante l'episcopato di Mons. Dante Bernini, che, tra le varie risoluzioni, ha preso la decisione di dare aiuto a donne che rifiutavano l’aborto e non incontravano aiuto e sostegno, aprire una missione diocesana nella parrocchia di Masuba nella diocesi di Makeni inSierra Leone e la formazione di Agenti Pastorali.

Mons. Agostino Vallini il 13 novembre 1999 è stato nominato vescovo di Albano, nel suo primo incontro rivolgeva alle religiose della Diocesi un accorato appello: “cerco una casa per aiutare le donne che rifiutano l’aborto e non hanno aiuto. Scorre tanto sangue innoncente nella nostra Diocesi”.

            Quasi dopo un anno dal suo appello, il 18 Dicembre 2000 a mezzogiorno in Curia, in un incontro con due Sorelle dell’Opera Mater Dei, di nuovo Mons. Vallini rivolge la richiesta: “ancora non trovo una Comunità….Voi non potreste aiutarmi?”. Dopo un attimo di esitazione e uno scambio di sguardi tra Sorelle, nella “santa incoscienza”, viene offerta la disponibilità di un piano della nostra casa che in quel momento era libero. Il giorno dopo Mons. Vallini visita la Casa Centrale dell’Opera Mater Dei in Castel Gandolfo, trova la struttura idonea per questa missione e per questo tipo di accoglienza. Sempre con l’aiuto della Provvidenza, poco a poco si vanno arredando le stanze, in base alle previste necessità delle future mamme e dei neonati.

    Il 25 aprile 2001 fu accolta la prima mamma della Diocesi, a maggio una nuova mamma che diede alla luce un bimbo in giugno e ad agosto arrivò una gestante del Kenya; via via la casa si riempiva di mamme, neonati, culle, carrozzine, fasciatoi.

Per la comunità si trattava di continuare l’opera di accoglienza e assistenza dei bambini, iniziata dai fondatori, Mons. Domenico Dottarelli e Maria Bordoni.

            Nel 2004 Mons. Vallini dispone che la Diocesi sostenga la Casa Famiglia con una retta diaria per il vitto delle mamme e per le necessità dei piccoli. Con il suo successore Mons. Marcello Semeraro la Diocesi finora continua a corrispondere questo aiuto di cui siamo molto riconoscenti.

            Nel 2008 il Card. Agostino Vallini, che sempre ha seguito ogni mamma con il suo consiglio, inaugura una parte della Casa Centrale, ristrutturata secondo le esigenze delle ospiti.

Con l’aiuto delle Sorelle operatrici e con l’apertura all’accoglienza e alla difesa della vita, molte mamme hanno recuperato la serenità, l’autostima, il coraggio di vivere donando amore alla loro creatura.

 L’inizio della Casa Famiglia è stato possibile anche grazie al prezioso aiuto del pediatra dott. Mauro Persiani, della ginecologa Dott.ssa Giovanna Vitelli e di validi collaboratori specializzati. I loro consigli e la loro esperienza hanno consentito di redigere lo Statuto che è stato appprovato dal Vescovo, e il Regolamento che ogni mamma deve sottoscrivere entrando nella struttura. La collaborazione pratica e disinteressata dei due medici è stato motivo di sicurezza nell’iniziare quest’opera molto delicata, trattandosi di neonati e mamme da seguire soprattutto nella fase del post-parto.

Casa Famiglia “Cuore di Maria”

            Il nome “Cuore di Maria” è stato scelto per indicare la grandezza e la bontà del Cuore materno della Madre di Dio che accolse il Verbo di Dio nel suo grembo e consola quanti si trovano nella sofferenza, solitudine e problemi. La Casa è diventata un luogo di incontro con persone che a contatto con la gioia spontanea dei bimbi ritrovano serenità e pace. Alcuni sacerdoti inviano coppie in difficoltà o che non possono avere figli, per ricevere un sorriso, forse sdentato, ma sincero e affettuoso dei piccoli.

            La vita della Casa Famigia è gestita dalle Sorelle dell’Opera Mater Dei, secondo il proprio Carisma, caratterizzato da semplicità, stile familiare e affetto e dove i bimbi si sentono amati e crescono come in una famiglia; le mamme sono sotenute con un accompagnamento psicologico, morale e spirtuale, allo scopo di favorire la loro integrazione nel sociale e nel territorio.      

    Sono le mamme coraggiose che hanno difeso la vita nascente affrontando umiliazioni e privazioni, insieme al rifiuto da parte degli stessi familiari.   Ogni mamma occupa una camera che arreda a proprio gusto, i pasti si consumano in comune, i lavori della casa sono distribuiti tra le mamme aiutate dalle operatrici. I bimbi hanno spazi in comune per i giochi e quando le mamme lavorano sono assistiti dalle Sorelle.

 Aiuto e collaborazione

      La Casa Famiglia ha risvegliato nel cuore di tante persone il desiderio di gesti di carità e di amore verso i piccoli e la providenza entra ogni giorno nella nostra Casa.

Ci sono Associazioni solidarie e caritative diocesane, persone, gruppi che auitano in diversi modi, e a nostra volta aiutiamo persone e famiglie in difficoltà, soprattutto quando ci sono bimbi piccoli o mamme gestanti. Siamo certe che questo intercambio di aiuti è un modo di vivere la solidarietà e l’amore verso il prossimo più bisognoso.

            L’accoglienza è aperta e attiva tutto l'anno e impegna 24 ore su 24, ma la ricompensa è senza confini nel vedere rifiorire la speranza nei volti delle mamme all’inizio oscurati dalle inceterzze del futuro, frutto della “cultura dello scarto”, odierna malattia sociale.

 Continuità dell'assistenza

       Il frutto di questa missione è il legame familiare, che si stabilisce tra i membri della Casa Famiglia e le sorelle dell’Opera Mater Dei, coltivato con incontri di festa familiare in occasione delle diverse circostanze: compleanni, festività, vacanze. La Casa Famiglia “Cuore di Maria”, oltre a risolvere le difficoltà immediate di una maternità, diventa la Casa della Famiglia “aperta”; anche quando le mamme trovano una sistemazione, ma hanno bisogno di un sostegno morale e materiale per loro e per i figli, resta sempre un punto di riferimento. Siamo contente di aver detto “Sì” quel giorno per dare nel tempo a tante donne emarginate dalla società la la possibilità di vivere con dignità e a testa alta la propria vita.

L’Opera Mater Dei fondata nel 1948 in Italia, dalla signorina Maria Bordoni e dal sacerdote - parroco Domenico Dottarelli, fedeli alla volontà di Dio danno vita  ad una realtà ecclesiale rinnovata nella sua spiritualità,  stile di vita familiare e attenti alle necessità concrete dei fratelli.

I suoi membri consacrati chiamate Piccole Figlie della Madre di Dio, dopo la morte dei fondatori; guidati dal buon Dio e sotto la guida materna della Madre di Dio arrivano alla città di Loja – Ecuador nel 1981. Chiamate e accolte dal Vescovo Mons. Alberto Zambrano O.P. † (11 dicembre 1972 - 2 maggio 1985) con tanta paterna bontà, propria del suo essere Pastore. Le sorelle si inseriscono nella pastorale della Diocesi, nella parrocchia del Sagrario - la Cattedrale.

Con l’arrivo del nuovo Vescovo Hugolino Cerasuolo Stacey, O.F.M. (2 maggio 1985 - 15 giugno 2007) e dopo quasi un decennio della presenza delle sorelle, la Provvidenza si manifesta: il sacerdote Francisco Bravo vuole donare i suoi risparmi per un opera sociale che urge a favore dei bambini neonati abbandonati della Diocesi. Ancora una volta Dio vede “gli ultimi” e provvede perché contemporaneamente a questa offerta, la Signora Josefina (Fina) Cueva vuole donare la sua Tenuta con una casa di campagna.

Di fronte alla presenza di bambini maschi neonati abbandonati ovvero in situazioni di disagio e la mancanza di una struttura, il Vescovo chiede con urgenza alle sorelle dell’Opera Mater Dei di aprire un orfanotrofio per neonati maschi abbandonati o senza famiglia.

Il 12 settembre 1990, è stata inaugurata la Casa di Accoglienza alla Vita, chiamata Hogar “María Bordoni”, nome della Fondatrice dell’Opera che iniziò al suo  tempo con l’accoglienza e assistenza all’infanzia.

Il 26 novembre 1990, con piena fiducia che la Madre di Dio guiderà questa missione, viene affidato a due sorelle: Leonardina Slottje e Grimaneza Guaya la gestione di questo Centro per difendere la famiglia e accogliere la vita.

Nell’odierna realtà, il Centro opera in accordo parziale con i servizi sociali pubblici e in collaborazione con il governo ecuadoriano, soprattutto per le pratiche legali di affidamento e di adozione nazionali e internazionali dei bambini affidati alla struttura.


 

In questa Comunità le sorelle dell’Opera Mater Dei, offrono la casa per lo svolgimento di ritiri spirituali giornalieri, giacché la casa è gradevolmente raccolta nel silenzio avvolta da un verdeggiante giardino! Questo ambiente aiuta molto alla persona che vuole trovare un momento di pace nella preghiera, nella riflessione della Parola, insomma in un colloquio profondo con Dio.


Questo luogo è il punto di incontri della Famiglia Mater Dei.

incontro della Familgia Mater Dei
Attuano in modo più evidente la dimensione ecclesiale del carisma dell’Opera, collaborando nella Parroquia Nuestra Señora de Gracia nella catechesi, nell’animazione liturgica con il Coro Parrocchiale, la preparazione dei lettori; Santa Comunione ai malati, agli anziani impossibilitati a partecipare alla Santa Messa.

Il lavoro pastorale che realizziamo nella Parrocchia Madonna delle Grazie:  Aderiamo al Coordinamento permanente del Consiglio parrocchiale.  Partecipazione al decanato nella cura pastorale dei bambini.

partecipazione nella marcia per la vita

- Animazione con canti nella Liturgia nella Messa mattutina e alcune Messe che ci chiedono supporto per le canzoni.

- Coordinamento della catechesi della prima comunione ogni domenica e formazione dei catechisti il giovedì.

- Coordinamento del gruppo perseveranza

 

- Collaborazione nella pastorale sociale (selezione di donazioni e presa nei luoghi designati

- Facciamo parte dei ministri straordinari dell'Eucaristia (comunione agli ammalati e alla comunione alle messe)

- Accompagnamento alla Legione di Maria, promuovendo la devozione mariana

promuovendo la devozione alla Madre di Dio

- Sosteniamo con la formazione per gli annunciatori della Parola durante la messa e l'evangelizzazione della gioventù

portando il vangelo nelle scuole

 

- Manutenzione e pulizia degli ornamenti e paramenti liturgici.

- Appoggio nella piccola libreria della parrocchia.

 


Parrocchia: San Pedro de Carabayllo

Casa: "Domenico Dottarelli"

In questa parrocchia, con l'amore e l'assistenza della Madre di Dio, collaboriamo con i sacerdoti impegnati nell’assistenza ai poveri, e l’evangelizzazione alle famiglie, ai bambini.
Essendo, corresponsabile alla nostra vocazione di “anime sacerdotali”, collaboriamo con i sacerdoti nelle cappelle della parrocchia.
Nella missione come piccole figlie della Madre di Dio, ci impegniamo nel portare e far conoscere Maria come Madre, Maestra di vita cristiana; e portare a tutti il suo Amore materno.
Ci dedichiamo al bene spirituale e sociale prendendo cura integrale di ogni persona umana, che Dio ci affida nelle opere pastorali, in questa Chiesa locale.


Alla richiesta del Card. Pizzardo, Vescovo della Diocesi di Albano, i Fondatori Mons. Domenico Dottarelli e Maria Bordoni, il 23 gennaio 1950 inviano ad Ardea nella parrocchia San Pietro Apostolo alcune sorelle  per formare una nuova Comunità, denominata “Stella Maris”.

Maria Bordoni e le Sorelle impiegavano tutto il tempo e le loro capacità per il bene della anime attraverso la formazione cristiana delle famiglie – specialmente dei bambini - insieme a quella umanitaria e sociale.

La Fondatrice restò sui primi sei mesi. Le Sorelle continuarono la missione e apostolato; ebbero un notevole appoggio nella per­sona di Don Aldo Zamponi, prima Vicario e poi Parroco, figura ammirevole di sacerdote dedito pienamente alla missione pastorale. La popolazione di Ardea rispondeva con generosità alle iniziative che tendevano a rianimare la vita cristiana e sociale di Ardea. Si diede poi inizio alla scuola materna.

Dopo alcuni mesi di assenza il 29 novembre 2015, accogliendo la richiesta dell’attuale parroco Don Aldo Anfuso, approvata dal Vescovo di Albano Mons. Marcello Semeraro, le Sorelle ripresero il loro apostolato parrocchiale: catechesi dei bambini per la Prima Comunione, Cresima per ragazzi e adulti, l’oratorio, visita agli anziani e malati. Aiutando a vivere meglio i tempi forti dell'anno liturgico e diverse altre iniziative.

Tale esperienza, sin dagli inizi, è incentrata in Cristo Sommo Sacerdote e affidata alla protezione e guida materna della Vergine Maria, affinché tutto l’apostolato sia per la lode di Dio e il bene di tutte le persone di questa bella e amata parrocchia dedicata all’apostolo San Pietro.


L’OPERA MATER DEI A SANT’EUSEBIO

Quest’anno (2017-2018) a Sant’Eusebio abbiamo vissuto un passo significativo della crescita del rapporto fra la comunità parrocchiale e l’Opera Mater Dei attraverso l’invito ad essere presenti nella catechesi di due amiche dell’Opera: Grimaneza e Emperatriz. Questa decisione è maturata in me innanzitutto dalle celebrazioni del centenario della nascita di Maria Bordoni, iniziate proprio a S. Eusebio con la S. Messa di apertura e poi proseguite con gli appuntamenti a cui ho potuto partecipare in due occasioni.

Fin dall’inizio della mia presenza di parroco a S. Eusebio, ho avuto occasione di accogliere l’Opera il primo sabato del mese all’Altare dell’Addolorata per la recita del S.Rosario e la lettura di alcuni brani del diario di Maria o di alcuni interventi del padre, Mons. Dottarelli. Nell’attualità quest’incontro si lo fa insieme ai fedeli della Comunità parrocchiale, perché si trattano temi di spiritualità che aiutano nella crescita personale e comunitaria. Si continua con la recita del Rosario e la partecipazione alla S. Messa all’altare dell’Addolorata. Del resto avevo già in precedenza avuto occasione di conoscere questa esperienza e la fedeltà a questo gesto aveva suscitato in me innanzitutto il desiderio di conoscere più profondamente la vita di questi fondatori dell’Opera, della loro storia e della loro presenza a S. Eusebio.

Man mano che gli anni passavano e la conoscenza si esprimeva in tanti gesti e momenti vissuti insieme, l’occasione del centenario mi ha sollecitato a prendere un’iniziativa che ritengo importante per la storia di questa parrocchia, che è quella di iniziare una collaborazione stabile con alcune persone dell’Opera. Questo sia perché la storia iniziata è iniziata a S. Eusebio, sia perché una delle caratteristiche dell’Opera è di essere presente accanto al Parroco nella vita parrocchiale. In qualche modo quindi possiamo dire che il frutto del centenario è stata la decisione condivisa di una partecipazione fattiva alla vita parrocchiale a partire dal semplice gesto della catechesi. Infatti adesso attraverso Grimaneza e Emperatriz l’Opera è presente nella Messa domenicale oltre che nella catechesi dei bambini.: Grimaneza con i bambini più piccoli all’inizio del loro cammino di avvicinamento al Sacramento dell’Eucarestia, e Emperatriz con quelli di quinta elementare nell’anno immediatamente successivo alla prima comunione.

Sono grato della disponibilità dimostratami dall’Opera, della presenza viva, discreta ma particolarmente significativa nel cammino di educazione alla fede di questi ragazzi e delle loro famiglie.

Il parroco della Parrocchia s. Eusebio d. Sandro Bonicalzi

PARROCCHIA S. EUSEBIO E L’OPERA MATER DEI

 

L'OPERA MATER DEI ACCOGLIE E FAMIGLIE DI SAN EUSEBIO IN PELLEGRINAGGIO ALLA TOMBA DEI FONDATORI DELL'OPERA MATER DEI: DOMENICO COTTARELLI E LA VENERABILE MARIA BORDONI

familia s. eusebio

 

Domenica 15 aprile insieme ad alcune famiglie della parrocchia abbiamo trascorso una giornata a Castel Gandolfo, presso “l’Opera Mater Dei” fondata da Maria Bordoni. Accompagnati dalla testimonianza delle Suore dell’opera abbiamo visitato la “Casa Famiglia” dove vengono accolte mamme che nel loro cammino in salita, a volte in totale abbandono, con dei figli in arrivo, hanno trovato   una casa dove essere accolte e abbracciate. Insieme ai loro figli i nostri bambini hanno giocato, toccando con spontaneità e semplicità la realtà di questi “piccoli fratelli”, un po’ meno fortunati, regalando loro un pomeriggio un po’ rumoroso ma caloroso.

La scelta di visitare questo luogo non è stata casuale, Maria Bordoni ha trascorso la sua giovinezza nella nostra parrocchia, dove insieme ad altre giovani, si dedicò ad un’opera per raccogliere i ragazzi poveri ed abbandonati del quartiere, l’Opera si chiamò “Mater Dei” per il suo profondo indirizzo Mariano.

Amare Cristo, fin dalla giovane età, in queste due parole c’è tutto il programma della sua vita, una vita vissuta nella contemplazione del “volto di Cristo crocifisso” abbandonata alla guida materna della Madre di Dio che incontrava il primo sabato del mese presso l’altare dell’Addolorata della nostra parrocchia.

Da questo altare, luogo di preghiera privilegiato da Maria Bordoni, è iniziata la giornata delle famiglie proprio per meglio conoscere la sua vita trascorsa e vissuta nella più grande normalità e semplicità, tra gioie e dolori, disagi e coraggio: una vita protesa verso il Cielo ma curvata sulla Terra nell’aiuto dei fratelli.

Questo avvicinarci alla vita di Maria Bordoni è stato per le famiglie un motivo di riflessione e guida nel cammino di fede e incontro con Gesù, sapere che Sant’Eusebio ha avuto il grande dono di una parrocchiana protesa alla Santità, infonde forza e coraggio a ciascuno di noi, convincendoci, come ci ricorda anche Papa Francesco nella sua ultima esortazione, che “Tutti siamo chiamati ad essere Santi”. Rispondere alla chiamata di Dio alla santità non è esclusiva di qualcuno ma è un dono per tutti noi, ognuno vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove siamo chiamati ad essere, proprio come Maria Bordoni “La Mamma”, come la chiamano le Sorelle della Mater Dei, che nella sua ordinaria vita ha saputo mettersi al servizio di Dio attraverso le opere di carità compiute verso i più bisognosi, ed è con questo esempio, attraverso le testimonianze che abbiamo ascoltato da alcuni di noi presenti alla giornata che il nostro cuore si è arricchito, prendendo sempre più consapevolezza che l’incontro con Gesù trova la sua pienezza nella donazione all’altro, come Lui si è donato a noi per Amore.

È stata una bella giornata trascorsa insieme, al termine della quale, le Suore ci hanno donato un libricino che raccoglie un pensiero per ogni giorno dell’anno, piccole perle di saggezze scritte da Maria Bordoni che era solita regalare per essere luce nei momenti della giornata. Leggendo la meditazione del 15 aprile ci accorgiamo che “La mamma” ha avuto un pensiero anche per noi: “Noi dobbiamo arrivare ad essere una famiglia modello, una famiglia, cioè, dove ognuno è pronto al sacrificio per i propri fratelli e dove c’è anche tanto nascondimento.

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Buon cammino di Santità a tutti.

Gabriella e Vittorio

Coppia di collaboratori laici

Della Parrocchia S. Eusebio all’Esquilino -RM


 

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