Ragazzi sì, c'è da commuoversi. Io ho conosciuto Marcello nel 1979 all'Immacolata. Mariella, mia moglie, lo conosceva già perché aveva aderito con Paola al gruppo che lui aveva formato.

Io ero un po' restio, troppo legato alla mia comunità di Siracusa e considerando – sbagliando in questo – l'esperienza romana transitoria, non volevo che altre esperienze potessero sostituirla. Poi, sapete come sono le donne, insistono garbatamente, così Mariella mi convinse a frequentare il gruppo. E' stata un’esperienza indimenticabile che conservo gelosamente nel mio cuore. Ho conosciuto tanti sacerdoti nella mia vita, in generale persone splendide, ma Marcello insieme al mio don Gozzo, sono i miei punti di riferimento insostituibili. Con Marcello e il gruppo sono stato a Madonna di Campiglio e sul lago di Garda, esperienza gioiosa e anche di fede, conservo ancora gli appunti di quel viaggio. Poi in Terra Santa. Che dire? Viaggio spiritualmente intenso, ricco di emozioni e Lui, grande uomo di fede e grande teologo esperto di Cristologia ci ha accompagnati con la competenza e la discrezione che gli erano propri. Con Marcello mi sono sentito sempre un privilegiato: offrì - ricordo - a tutto il gruppo la possibilità materiale di partecipare a quei viaggi… La sua grande generosità mi spiazzava, mi stupiva, una generosità sempre attenta, mai ostentata. Era l'ultimo anno della mia permanenza romana 1980/1981, avevo lasciato la casa di Via di Porta Maggiore perché avevo deciso di tornare a Siracusa finita la frequenza delle lezioni alla Gregoriana, pensando di ritornare a Roma ogni volta che lo richiedeva la mia tesi di laurea: non fu una decisione azzeccata, allora Marcello mi propose di abitare nella sua casa canonica dell'Immacolata… Un appartamento che arredò apposta per me, per poter stare io bene, con tutti i comfort necessari. Sono rimasto lì circa un anno. Poi  dopo la laurea con Mariella decidemmo di rientrare definitivamente a Siracusa. Ci siamo sposati il 24 aprile 1984, fu un immenso piacere e onore averlo al mostro matrimonio con alcuni amici del gruppo e con sua sorella Clara. Negli anni seguenti il nostro rapporto è sempre continuato e quando venivo a Roma, per ragioni del mio impegno politico, mi ritagliavo qualche ora per andarlo a trovare all'Immacolata.  Non dimentico le passeggiate serali che insieme facevamo fino a San Giovanni,  parlavamo di molte questioni, gli ponevo domande di Teologia, sulla Chiesa, lo intrattenevo anche su temi di politica. Sempre disponibile, umile, di quella umiltà propria delle persone veramente colte. Marcello era uno scienziato nel suo campo e i volumi su Gesù di Nazaret da lui scritti ne sono una testimonianza viva; leggerli e studiarli è stato per me un arricchimento senza eguali. Ma Marcello era anche una persona divertente, ironica, me lo ricordo col suo sigaro gioire del nostro essere in gruppo e del nostro essere una comunità, quando si decideva di stare assieme convivialmente, magari mangiando una pizza.

Alessandro Zappulla

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