Casa famiglia Mater Dei - Cuore di Maria - Castel Gandolfo (RM)

08 Marzo 2018
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STORIA  E ATTUALITA' DELLA CASA FAMIGLIA “CUORE DI MARIA”

        La Diocesi di Albano tra il 1990 e il 1996 è stato celebrato l'ultimo sinodo diocesano, durante l'episcopato di Mons. Dante Bernini, che, tra le varie risoluzioni, ha preso la decisione di dare aiuto a donne che rifiutavano l’aborto e non incontravano aiuto e sostegno, aprire una missione diocesana nella parrocchia di Masuba nella diocesi di Makeni inSierra Leone e la formazione di Agenti Pastorali.

Mons. Agostino Vallini il 13 novembre 1999 è stato nominato vescovo di Albano, nel suo primo incontro rivolgeva alle religiose della Diocesi un accorato appello: “cerco una casa per aiutare le donne che rifiutano l’aborto e non hanno aiuto. Scorre tanto sangue innoncente nella nostra Diocesi”.

            Quasi dopo un anno dal suo appello, il 18 Dicembre 2000 a mezzogiorno in Curia, in un incontro con due Sorelle dell’Opera Mater Dei, di nuovo Mons. Vallini rivolge la richiesta: “ancora non trovo una Comunità….Voi non potreste aiutarmi?”. Dopo un attimo di esitazione e uno scambio di sguardi tra Sorelle, nella “santa incoscienza”, viene offerta la disponibilità di un piano della nostra casa che in quel momento era libero. Il giorno dopo Mons. Vallini visita la Casa Centrale dell’Opera Mater Dei in Castel Gandolfo, trova la struttura idonea per questa missione e per questo tipo di accoglienza. Sempre con l’aiuto della Provvidenza, poco a poco si vanno arredando le stanze, in base alle previste necessità delle future mamme e dei neonati.

    Il 25 aprile 2001 fu accolta la prima mamma della Diocesi, a maggio una nuova mamma che diede alla luce un bimbo in giugno e ad agosto arrivò una gestante del Kenya; via via la casa si riempiva di mamme, neonati, culle, carrozzine, fasciatoi.

Per la comunità si trattava di continuare l’opera di accoglienza e assistenza dei bambini, iniziata dai fondatori, Mons. Domenico Dottarelli e Maria Bordoni.

            Nel 2004 Mons. Vallini dispone che la Diocesi sostenga la Casa Famiglia con una retta diaria per il vitto delle mamme e per le necessità dei piccoli. Con il suo successore Mons. Marcello Semeraro la Diocesi finora continua a corrispondere questo aiuto di cui siamo molto riconoscenti.

            Nel 2008 il Card. Agostino Vallini, che sempre ha seguito ogni mamma con il suo consiglio, inaugura una parte della Casa Centrale, ristrutturata secondo le esigenze delle ospiti.

Con l’aiuto delle Sorelle operatrici e con l’apertura all’accoglienza e alla difesa della vita, molte mamme hanno recuperato la serenità, l’autostima, il coraggio di vivere donando amore alla loro creatura.

 L’inizio della Casa Famiglia è stato possibile anche grazie al prezioso aiuto del pediatra dott. Mauro Persiani, della ginecologa Dott.ssa Giovanna Vitelli e di validi collaboratori specializzati. I loro consigli e la loro esperienza hanno consentito di redigere lo Statuto che è stato appprovato dal Vescovo, e il Regolamento che ogni mamma deve sottoscrivere entrando nella struttura. La collaborazione pratica e disinteressata dei due medici è stato motivo di sicurezza nell’iniziare quest’opera molto delicata, trattandosi di neonati e mamme da seguire soprattutto nella fase del post-parto.

Casa Famiglia “Cuore di Maria”

            Il nome “Cuore di Maria” è stato scelto per indicare la grandezza e la bontà del Cuore materno della Madre di Dio che accolse il Verbo di Dio nel suo grembo e consola quanti si trovano nella sofferenza, solitudine e problemi. La Casa è diventata un luogo di incontro con persone che a contatto con la gioia spontanea dei bimbi ritrovano serenità e pace. Alcuni sacerdoti inviano coppie in difficoltà o che non possono avere figli, per ricevere un sorriso, forse sdentato, ma sincero e affettuoso dei piccoli.

            La vita della Casa Famigia è gestita dalle Sorelle dell’Opera Mater Dei, secondo il proprio Carisma, caratterizzato da semplicità, stile familiare e affetto e dove i bimbi si sentono amati e crescono come in una famiglia; le mamme sono sotenute con un accompagnamento psicologico, morale e spirtuale, allo scopo di favorire la loro integrazione nel sociale e nel territorio.      

    Sono le mamme coraggiose che hanno difeso la vita nascente affrontando umiliazioni e privazioni, insieme al rifiuto da parte degli stessi familiari.   Ogni mamma occupa una camera che arreda a proprio gusto, i pasti si consumano in comune, i lavori della casa sono distribuiti tra le mamme aiutate dalle operatrici. I bimbi hanno spazi in comune per i giochi e quando le mamme lavorano sono assistiti dalle Sorelle.

 Aiuto e collaborazione

      La Casa Famiglia ha risvegliato nel cuore di tante persone il desiderio di gesti di carità e di amore verso i piccoli e la providenza entra ogni giorno nella nostra Casa.

Ci sono Associazioni solidarie e caritative diocesane, persone, gruppi che auitano in diversi modi, e a nostra volta aiutiamo persone e famiglie in difficoltà, soprattutto quando ci sono bimbi piccoli o mamme gestanti. Siamo certe che questo intercambio di aiuti è un modo di vivere la solidarietà e l’amore verso il prossimo più bisognoso.

            L’accoglienza è aperta e attiva tutto l'anno e impegna 24 ore su 24, ma la ricompensa è senza confini nel vedere rifiorire la speranza nei volti delle mamme all’inizio oscurati dalle inceterzze del futuro, frutto della “cultura dello scarto”, odierna malattia sociale.

 Continuità dell'assistenza

       Il frutto di questa missione è il legame familiare, che si stabilisce tra i membri della Casa Famiglia e le sorelle dell’Opera Mater Dei, coltivato con incontri di festa familiare in occasione delle diverse circostanze: compleanni, festività, vacanze. La Casa Famiglia “Cuore di Maria”, oltre a risolvere le difficoltà immediate di una maternità, diventa la Casa della Famiglia “aperta”; anche quando le mamme trovano una sistemazione, ma hanno bisogno di un sostegno morale e materiale per loro e per i figli, resta sempre un punto di riferimento. Siamo contente di aver detto “Sì” quel giorno per dare nel tempo a tante donne emarginate dalla società la la possibilità di vivere con dignità e a testa alta la propria vita.

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